Le domande sulla formazione

D – Perché il coinvolgimento delle risorse umane è così importante per il raggiungimento dei risultati aziendali?

 R – Semplicemente perché quando le persone sono motivate hanno una capacità di rendimento molto superiore sia in termini di pura prestazione, sia in termini di interazione con le altre risorse umane presenti in azienda.

 D – Cosa può fare un’azienda per consentire alle persone di dare il meglio di sè?

 R – Il sistema migliore è quello di consentire, a chi sa già fare il proprio lavoro, di fare un salto di qualità arrivando alla consapevolezza del proprio ruolo.

 D – Perché questo tipo di consapevolezza riesce ad avere effetti così evidenti sui risultati?

R – Perché la consapevolezza del ruolo, dà la sicurezza che ciò che si è diventati non è solo uno status riconosciuto dagli altri (e che ogni giorno va difeso), ma un risultato che è parte di se e che aiuta a prendere le decisioni o ad assumersi le responsabilità. Arrivando a tale consapevolezza è naturale essere più protagonisti nelle normali interazioni con i colleghi, i clienti e i fornitori.

 D – Ed un simile risultato si può ottenere frequentando un corso di formazione?

 R – La risposta è sì.  Però è necessario fare una precisazione: troppo spesso si confonde la formazione con l’istruzione o l’addestramento; l’istruzione è tutto ciò che consente di apprendere nuove conoscenze, può quindi dare solo basi teoriche che poi, con l’opportuno addestramento, si trasformano in competenze. Tutto questo richiede tempo ed unito ciò al fatto che, giunti ad un certo punto della vita professionale, queste competenze dovrebbero essere acquisite, ne consegue una scarsa disponibilità ad investire del tempo per frequentare dei corsi. La formazione invece è un’altra cosa!

 D – Allora cosa si dovrebbe intendere quando si parla di “formazione”?

 R – La formazione “vera” si occupa dell’essere umano che c’è dietro ogni professionista, si preoccupa quindi di migliorare la competenza emotiva, la capacità di delega, oppure il coraggio di assumersi le responsabilità. In pratica consente, a chi ha già acquisito competenza professionale di smettere di “fare” per cominciare ad “essere”. (ad esempio non limitarsi a fare il dirigente, ma essere un dirigente!).

 D – Ma, per arrivare ad un simile risultato, quanto tempo occorre?

 R – A.K.A. progetta e realizza dei veri e propri percorsi di formazione, personalizzati sulle esigenze del singolo partecipante.Questi momenti formativi, grazie all’utilizzo della metodologia Global Full Immersion, unita all’uso di techiche d’aula d’avanguardia (Mind’s Surprises) consentono di ottenere il risultato cercato in pochi giorni.

 D – Percorsi formativi, in grado di dare risultati così importanti, sono quindi destinati solo ai dirigenti aziendali?

R – Non solo, anzi sono alla portata di chiunque, ma in particolare di quegli imprenditori, o anche di quei liberi professionisti, che siano disposti ad uscire alcuni giorni dalla quotidianità, per comprendere come liberarsi di certi schemi abituali ed essere così in grado di gestire al meglio i cambiamenti, senza più ricavarne motivo di stress.  Una cosa è da precisare: in ogni nostro progetto ci siamo sempre occupati, per prima cosa, del vertice aziendale.

 D – Perché occorre partire dal vertice?

 R –  Principalmente perché il risultato ottenuto da chi dirige l’azienda può, in alcuni casi, già essere determinante per stimolare un positivo cambiamento del clima aziendale, senza dover prevedere interventi articolati su più livelli; secondariamente perché è molto importante che interventi così concreti ed incisivi, siano stati prima conosciuti, e condivisi, da chi ha in mano le redini dell’azienda.

D – Quale tipologia di azienda o di attività può trarre maggiori benefici dal vostro modo di fare formazione?

 R – In tanti anni di attività abbiamo potuto collaborare con aziende piccole, medie e grandi; aziende di produzione, di distribuzione o di servizi. Aziende padronali o gestite da managers. Comunque siamo sempre intervenuti sulle persone e non sulle loro competenze tecniche. In sintesi, l’unica vera discriminante è la reale volontà, da parte dell’azienda,  d’investire sulle risorse umane.

 D – Come si misura il risultato di un intervento di formazione di questo tipo?

 RIn modo molto concreto, usando i normali parametri e scoprendo che la qualità del lavoro svolto migliora grazie al maggiore coinvolgimento delle risorse umane, con positivi effetti sulla competitività e, conseguentemente, sulla redditività stessa dell’azienda.

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I formatori

Noi siamo formatori eco-motivazionali.

Per fare il formatore occorre avere la tecnica per la gestione dell’aula e conoscere gli argomenti di cui si parla.

Per essere formatore un Eco-motivazionale occorre aver compreso quali sono i motivi per cui le persone si arrendono e non ottengono i risultati che invece sarebbero alla loro portata e riuscire ad essere di stimolo per queste persone, consentendo loro di arrivare alla consapevolezza della competenza che possiedono.

Raggiunta questa consapevolezza è possibile continuare a fare quello che si faceva prima, ma con notevole minor dispendio di energie!

Un formatore Eco-motivazionale è un ponte tra le persone ed il loro progetto di Crescita Personale.

Alta Formazione Blu

L’Alta Formazione blu è definita eco-motivazionale perchè ogni momento di formazione è ideato, progettato e realizzato sulle esigenze del singolo partecipante.

Attraverso un colloquio personale, si individuano le esigenze di ogni singola persona e, proprio sulla base di queste esigenze, si “crea” il gruppo che possa meglio consentire l’ottenimento dell’obiettivo, ossia: consentire ad ogni partecipante di arrivare alla consapevolezza delle proprie competenze e delle proprie capacità.

L’Alta Formazione Blu quindi garantisce una risposta a chi cerca stimoli concreti al cambiamento e non solo ulteriori conoscenze o competenze.

La forza e l’efficaica dell’Alta formazione Blu derivano dall’utilizzo del metodo Global Full Immersion® unitamente alla tecnica Mind’s Surprises®.